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Gio Tirotto firma la Soft Collection di FBS Profilati, una linea di serrandine in grado di trasformare gli interni con eleganza e design. Una collezione dinamica e vivace, caratterizzata da alluminio con inserti in FENIX NTM®. Il suggestivo mix tra innovazione, tecnologia e sostenibilità.

La collezione è nata durante la progettazione di FENIX Scenario, hub creativo dedicato ai materiali innovativi FENIX nel quartiere storico di Brera a Milano. “Non ho progettato uno showroom, ma un luogo caratterizzato dalla massima possibilità evolutiva, elastico e adattabile, capace di assolvere alle più complesse funzioni tecniche e di sorprendere con le proprie trasformazioni,” spiega Tirotto.

FENIX Scenario è un luogo dove ogni area può trasformarsi in qualsiasi momento da operativa a palcoscenico. L’utilizzo delle serrandine, che si fondono perfettamente con lo spazio, permettono che FENIX Scenario sia vissuto in tutte le sue molteplici versioni e conferiscono carattere e funzionalità.

Secondo Tirotto, “essenzialità e trasformabilità sono le chiavi di lettura per comprendere completamente Soft Collection”. Un ritorno al Made in Italy che abbina l’eccellenza dell’alluminio con i materiali innovativi FENIX, caratterizzati per la piacevolezza tattile e visiva e per essere anti-impronta.

La scelta dei materiali non è stata casuale. Infatti, FBS Profilati è impegnata nell’offrire soluzioni a basso impatto ambientale. Le caratteristiche dell’alluminio unite a quelle di FENIX NTM garantiscono un prodotto di lunga durata coerente con i principi dell’economia circolare e della sostenibilità.

La collezione è disponibile nei quattro colori FENIX NTM® Bloom (Rosso Askja, Azzurro Naxos, Giallo Kashmir, Verde Brac) e in FENIX NTM Nero Ingo. “È una pallette più pop e accesa, con un carattere fresco,” spiega Tirotto.

Gio Tirotto

Gio Tirotto

I progetti di Gio Tirotto traggono origine dalla stretta osservazione di tutto ciò che lo circonda, che si tratti di ambienti naturali oppure oggetti. Se esiste un confine tra design e arte, Gio prova ad attraversarlo, rielaborando il design con la complicità che esiste tra comportamento umano e le “cose”. È per questo che crede fortemente che ritualità, memoria e immaginazione sono spesso funzioni essenziali di un oggetto.